Laboratorio esperienziale di Arte terapia

con Viola Marano  

dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 15.00

A chi è rivolto 

Il laboratorio esperienziale è aperto a un gruppo di minimo 6 partecipanti e un massimo di 15

maggiori di 18 anni.

Come si accede 

Si accede al corso tramite colloquio ed incontro conoscitivo 

 

Laboratorio esperienziale di Arte terapia

Introduzione

Tale percorso laboratoriale ha il fine di creare uno spazio sicuro ed accogliente dove la pratica artistica divine mezzo di relazione, ricerca e scambio; un punto d’incontro dove creare nuove narrazioni per decostruire stereotipi sistemici legati all’abilismo.

Una dimensione collettiva in cui l3 partecipanti possano indagare le proprie risorse attraverso attività artistiche multidisciplinari come la pittura, il collage, la grafica, la stampa, la fotografia, la musica, la scrittura e la drammatizzazione.

Il laboratorio si pone l’obiettivo di realizzare oggetti artistici come testimonianza dell’esperienza e delle connessioni del gruppo.

Obiettivi

L’attività Arteterapeutica di gruppo risulta altamente efficace:

-Promuovere la condivisione di un pensiero critico circa il paradigma del abilismo rapportato all’at-

tuale contesto socio-culturale.

-stimolare la creatività e rafforzare le proprie risorse creative

-facilitare momenti di scambio del proprio vissuto personale in un contesto protetto in cui l’arte diviene mezzo narrativo e di cura

-nell’accrescimento dell’autostima, delle capacità relazionali e affettive, nel riconoscimento della

propria identità individuale, nel potenziamento delle capacità di interazione, integrazione e relazione con il gruppo e nell’ambito sociale.

-nell’potenziamento del benessere psico-fisico, della manualità, del movimento consapevole e nel riconoscimento delle proprie risorse creative.

-costruire una pratica artistica condivisa in cui l’opera diviene testimonianza del processo di decostruzione di stereotipi e costruzione di nuove e innovative visioni libere da discriminazioni abiliste.

Attività

Il linguaggio artistico permette di metterci in contatto con la nostra interiorità, stimolare la nostra fantasia e creatività, riconoscere emozioni, affrontare e condividere vissuti attraverso mezzi non convenzionali.

L’interdisciplinarietà permette alla persona di indagare diverse possibilità e di attingere a diverse risorse creative personali. Le tecniche artistiche verranno acquisite in un ambiente collaborativo non competitivo e privo di giudizio; l’obiettivo è fornire alla persona la possibilità di esprimersi attraverso l’arte, avere a disposizione materiali adeguati, uno spazio che dia modo di costruire e portare avanti un progetto artistico.

Il laboratorio verrà condotto seguendo una programmazione precedentemente strutturata che delinei le fasi e le modalità con cui verrà svolto ogni incontro. La sopracitata struttura verrà condivisa dal primo giorno con il gruppo attraverso un primo colloquio in cui l3 partecipanti verranno invitate a prendere parte a un dibattito in cui poter condividere aspettative, desideri e dubbi; questa prima fase di condivisione delle modalità intende far emergere in una dimensione collettiva l’esigenza che spinge a prendere parte al laboratorio, o eventualmente la scelta di non voler intraprendere tale percorso, individuando da subito degli obiettivi comuni a cui puntare.

 

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Viola Marano

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Le fasi di ogni incontro della durata di circa 2 ore sono le seguenti:

Accoglienza

Questa prima fase è molto importante in quanto ha la funzione di mettere a proprio agio l3 partecipanti agevolando il passaggio da una dimensione esterna quotidiana a quella laboratoriale arteterapeutica; vi è la condivisione degli obiettivi in cui si verbalizza in maniera esplicita cosa si punta ad ottenere dall’incontro e soprattutto come realizzarlo, andando a descrivere le attività in programma. Rendere da subito consapevoli l3 partecipanti del processo creativo è un momento determinante in quanto permette di instaurare quella che viene definita alleanza terapeutica tra chi conduce il laboratorio e il gruppo che ne prende parte. L’accoglienza permette innanzitutto di presentarsi e di iniziare a conoscersi, solitamente tramite delle breve attività di tipo ludico proposte da parte di chi conduce.

Rilassamento

Il rilassamento psico-fisico permette di prendere contatto con il proprio corpo e prepararlo al meglio per la successiva fase creativa in cui diviene mezzo espressivo. In questa fase viene proposta una breve attività attingendo dalle tecniche di rilassamento, proprie della danza moderna e delle pratiche yoga, adeguate e riadattate al contesto e al gruppo di lavoro.

Fantasia guidata

In questa fase si mantiene l’energia acquisita durante il rilassamento; la fantasia guidata consiste in una narrazione da parte di chi conduce, accompagnata da una musica calma e avvolgente, il cui contenuto tiene conto dell’obiettivo finale. La fantasia guidata porta la persona a decontestualizzare attivando l’immaginazione, predisponendola ad intraprendere il viaggio che comporta il percorso laboratoriale; permette altresì di identificarsi maggiormente come parte del gruppo percepito come contenitore in cui si sta condividendo l’esperienza.

Risveglio del corpo e contatto con lo spazio (10’)

Si esce dalla fantasia guidata con delicatezza, riprendendo contatto a poco a poco con il proprio corpo in relazione con lo spazio e con il gruppo con cui si ristabilisce il contatto visivo. Chi conduce fornisce delle indicazioni per risvegliare il corpo con delle piccole attività che permettono di esplorare lo spazio circostante; questo passaggio è funzionale a prendere confidenza con l’ambiente, percependolo come sicuro, e favorendo l’interazione con il gruppo attingendo dalle tecniche di improvvisazione proprie del TeatroDanza.

Esecuzione artistica

Questa fase è il cuore dell’esperienza laboratoriale dove la pratica artistica diviene protagonista.

Viene adeguatamente predisposto lo spazio di lavoro – questo può essere allestito su tavoli, a parete o a terra – curandone ogni aspetto, come la temperatura della sala, la giusta illuminazione, disponendo in maniera ordinata e funzionale i materiali artistici, il tutto accompagnato da una musica stimolante e coinvolgente. Grazie alla pratica artistica collettiva, individuati gli obiettivi, si inizia a contattare la propria interiorità e a livello inconscio si attiva un processo si rielaborazione del proprio vissuto; è compito di chi conduce adeguare le tecniche artistiche alle risorse di ogni componente del gruppo per facilitare il raggiungimento degli obiettivi finali e continuare a garantire un ambiente percepibile come sicuro dove poter godere al meglio del processo arte terapeutico.

Restituzione

Questa ultima fase è funzionale in quanto permette la chiusura di ogni incontro e avviene grazie ad un confronto verbale in cui tutt3 l3 partecipanti possono riconoscersi nel lavoro di gruppo facendo anche emergere bisogni e aspettative. Permette a chi conduce, attraverso l’ascolto attivo e domande non direttive, di osservare e valutare la risposta del gruppo al percorso arteterapeutico. Quanto emerso a livello inconscio durante l’esecuzione artistica viene reso visibile tramite la lettura dell’opera, si tratta di una vera e propria lettura dell’oggetto artistico prodotto che chi conduce può svolgere con l3 partecipanti attraverso una decodifica del linguaggio artistico, dando cioè un significato consapevole a forme, colori e composizione.

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